giovedì 11 gennaio 2018

SPECIALE - Il Ragazzo Invisibile di Salvatores: perché piace, perché non piace


È ancora nelle sale il secondo capitolo de Il Ragazzo Invisibile, a conti fatti il primo supereroe italiano dell'epoca moderna.
Con Seconda Generazione (qui la recensione), Salvatores torna a filmare le avventure del giovane Michele, riprendendo la storia (sempre scritta dal trio Fabbri, Rampoldi, Sardo) da dove si era interrotta tre anni prima.
Un cerchio che si chiude e tutte le domande che trovano risposta.
Il Ragazzo Invisibile è stato un esperimento, un film di genere, eppure -se da un lato ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti- la critica non è mai stata troppo tenera con questo titolo.
Cerchiamo di capire il perché.

Puntando su un'ambientazione inedita ma dal respiro non smaccatamente provinciale (e Trieste è stato un teatro perfetto, in tal senso...), Salvatores ha messo in scena una storia che non è un ricalco del supereroe all'americana.
Non può esserlo, perché il rischio era quello di fare, nel 2014 e 2018, due film come le pellicole su L'Uomo Ragno degli anni '70. Non può esserlo, perché il budget è quello che è, lontano anni luce dalle produzioni hollywoodiane.
Non può esserlo, ma il filone vuole essere quello dei cinecomics.

E infatti, con un certo hype almeno per il primo capitolo, in molti sono rimasti delusi dal risultato.
Perché non è per ovvie ragioni un film Marvel ma non era probabilmente nemmeno un film con le velleità artistiche tipiche di un premio Oscar quale è Gabriele Salvatores.
Forse più televisivo che cinematografico, Il Ragazzo Invisibile ha infatti funzionato meglio in tv (anche in chiaro, su Rai 1) che al cinema.
Sebbene nel secondo episodio molti tiri vengano "aggiustati", a partire dagli effetti speciali, e nonostante lo stesso film sia superiore al primo (qui la mano di Salvatores si vede maggiormente, in sequenze un po' più poetiche), anche in questo caso le critiche non hanno risparmiato il lavoro del regista e dei giovani attori.

la locandina del primo film
Cosa si aspettava, dunque, il pubblico?
Forse non un film per ragazzi, o forse un film prettamente di Salvatores.
E quali sono stati gli errori?
Probabilmente dal 2014 ormai questo titolo si porta dietro una fama infausta.
Maltrattato da tanti -che probabilmente non ne hanno recepito l'onestà- è anche vero che zoppicava fin dal trailer, dove si presentava Il Ragazzo Invisibile quasi come un personaggio che dovesse entrare presto negli Avengers. E invece il film era tutto fuorché quello.

la locandina del secondo film

Ci si chiede dove siano i superpoter e i supereroi, anche per questo Seconda Generazione.
A chiederselo sono le recensioni.
E hanno ragione, al di là del tono canzonatorio: dove sono i superpoteri e i supereroi in un film che non parla né vuole parlare di superpoteri e supereroi?
La saga di Michele Silenzi, protagonista della vicenda, è un percorso di crescita raccontato sottoforma di film fantastico. Una storia credibile, un vissuto che, al di là del romanzato, è restituito in forma non altisonante. Michele Silenzi, in sostanza, è davvero più credibile di qualsiasi supereroe americano. Anche come supereroe (nell'uso quotidiano dei suoi poteri), ma non come supereroe (ossia in ciò che ci si aspetterebbe di vedere in un film di supereroi nella concezione popolare del termine).
Vi sembra un controsenso?
Forse lo è, dopotutto ci sono persone (e non sono poche) a cui Il Ragazzo Invisibile è piaciuto, proprio per questi stessi motivi.

Seguici THE TONIGHT BLOG SHOW anche su Facebook per restare sempre aggiornati!

8 commenti:

  1. Il bello di questa saga è che non si esagera con il concetto di lotta tra metaumani...spero un terzo capitolo non prenda quella deriva!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo ci sarà un terzo capitolo: tutto si conclude qui :)

      Moz-

      Elimina
  2. Ho provato a guardarne un pezzetto in TV... ma secondo me recitano da cani, mi dispiace... :'(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eppure c'è un cast assurdo: la Golino, la Roppoport, Bentivoglio...

      Moz-

      Elimina
  3. Ma il problema non è l'onestà della storia ma proprio che non regge il confronto con altri dello stesso genere (Antboy per esempio), anche perché sinceramente gli attori non hanno molta carisma, i dialoghi sono abbastanza ridicoli e la recitazione lascia un po' a desiderare..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Antboy ancora non lo vedo mai, purtroppo.
      Diciamo che resta apprezzabile l'intento; non so Antboy cosa racconti né dove voglia andare a parare, dovrei vederlo^^

      Moz-

      Elimina
  4. Manca la terza opzione: perché ci si dimentica di guardarlo (che riguarda me) 😝
    Moz ma sei sempre tu l'autore? Non trovo la firma.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, di questo articolo sì :)

      Moz-

      Elimina