giovedì 15 marzo 2018

SERIE TV - Il Cacciatore: uno sguardo inedito sulla mafia


Ormai la mafia siciliana, in televisione, è stata sviscerata in ogni modo.
A partire dagli anni '90, con l'eco ancora tuonante delle stragi, lo spettatore italiano ha avuto modo di assistere a ogni tipo di storia. Fino alla ricostruzione della vita dei boss, tra ascese e cadute.
È in un panorama così affollato che si inserisce Il Cacciatore, e lo fa attraverso uno sguardo inedito: quello della magistratura che si è opposta alla mafia.

Dunque poche pistolettate, pochi inseguimenti, ma un vero racconto delle persone. Tutte reali, anche se vagamente mitizzate ai fini del racconto.
Il ritmo è quello più compassato di storie antiche, ben costruite, sentite, umane.
Ancora una volta è la Rai a regalarci qualcosa di inedito: dopo aver raccontato la criminalità siciliana in modo "agrodolce" con le vicende famigliari di La mafia uccide solo d'estate, è la volta della crudele serietà de Il Cacciatore.

Tratta dal libro Il cacciatore di mafiosi del magistrato Alfonso Sabella -che nella fiction diventa Saverio Barone, interpretato dal "libanese" Francesco Montanari-, questa serie tv è inedita anche e soprattutto sul piano della qualità e della messa in scena, oltre che del racconto.


I dodici episodi, ambientati nei primi anni '90 (perfettamente ricostruiti, senza eccedere in simbolismi sbattuti in faccia), si svolgono a ridosso delle morti di Falcone e Borsellino. Lo Stato è in guerra perché la divisione mafiosa del boss Leoluca Bagarella continua con la linea distruttiva e cruenta, specie contro i pentiti.
Barone, ambizioso (e vagamente arrivista) giovane magistrato, entra casualmente nel pool antimafia e già deve sgomitare in quanto ultimo arrivato, tra paure reali e paure fantasiosamente umane.


Con la regia di Davide Marengo, Il Cacciatore si propone in sei serate. Lo spettatore ritroverà la qualità dei prodotti più blasonati: segno che oggi, per dover vedere qualcosa di diverso (e coraggioso, almeno nel linguaggio tecnico) in modalità gratuita, bisogna ancora rivolgersi alla Rai, che ha abbandonato quella fastidiosa patina di tv per vecchietti.
Una fotografia eccelsa, un ritmo da racconto d'autore, un cast molto affiatato (troviamo Claudio Castrogiovanni, Marco Rossetti -qui la nostra intervista-, Miriam Dalmazio, Paolo Briguglia e David Coco) e trovate intelligenti (scritte tarantiniane che appaiono in sovrimpressione) perché anche l'occhio vuole la sua parte, sulla superficie. Il Cacciatore è l'unico, tra le proposte italiane, a essere stata selezionato per partecipare al Festival delle Serie Tv di Cannes.

recensione a cura di MikiMoz

9 commenti:

  1. Gli ho dato un'occhiata ieri sera perché il mio ragazzo voleva vederlo ed effettivamente l'ho trovato parecchio benfatto, distante dal livello qualitativo infimo della tipica TV italiana.
    Ho apprezzato molto l'approfondimento di "buoni" e "cattivi", per una volta non delle macchiette stereotipate, e anche la recitazione mi è parsa buona.
    Speriamo continui così!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, hanno optato per un racconto che puntasse all'umanità (drammaturgica, ovviamente) dei personaggi. Non all'action.

      Moz-

      Elimina
  2. Ciao cara il tuo Blog è molto carino sono diventata tua lettrice fissa! Ti va di ricambiare l'iscrizione su Google Friend Connect? La barra di gfc sul mio Blog si trova sulla DESTRA scorrendo parecchio la pagina blog! Ti aspetto con fiducia grazie http://casaninnamamma.blogspot.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi scrivi la stessa cosa ovunque, copia-incollando.
      Bene, ti tolgo il follow.

      Moz-

      Elimina
  3. Ho visto e apprezzato. Ho trovato molto credibile il fatto che il "caciatore" sia molto umano, nel senso anche del "vagamente arrivista" come hai ben detto tu nel post.
    Io non amo le fiction molto cruente, quindi l'impostazone che ho visto nei primi due episodi, e che credo sarà mantenuta anche in seguito, mi piace. Le cose brutte e violente ci sono (hanno comunque torturato, strangolato e fatto a pezzi un tizio, no? e rapito il bambino) ma non si indulge su questo aspetto, non si spiattella lì tutto, si vede in secondo piano nella scena, si lascia capire. Poi è questione di gusti, ci sarà chi invece ama quando si mostra tutto scena per scena, nei particolari anche più orripilanti.

    Comunque, aspetto con ansia mercoledì prossimo :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, io sono un fan del genere torture-porn, ma in una serie così sarebbe stato un mero spiattellamento inutile. Pulp non può essere, visto il tenore reale della storia. Cruento lo è, nei limiti (e comunque sappiamo già che fine farà il ragazzino rapito, quindi...).
      Insomma, sì, è stato tutto equilibrato, e anche se dovesse eccedere in futuro, sarà drammaturgicamente per dare una "botta" oltre la linea a cui lo spettatore sarà abituato: una storia si costruisce anche così, no?^^

      Moz-

      Elimina
  4. Purtroppo le serie tv italiane, a parte La mafia uccide solo d'estate, non riescono proprio a incuriosirmi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, Romanzo Criminale spacca, davvero.
      Questa non è a meno :)

      Moz-

      Elimina
  5. Ciao, volevo annunciare a te e ai tuoi lettori che ieri è uscita la mia nuova raccolta poetica in formato eBook per Kindle: “Poesie SottoSopra”. Sarà possibile scaricarla gratuitamente solo fino a Giovedì http://www.numerozerocomics.com/2018/03/scarica-gratis-il-mio-nuovo-ebook.html

    RispondiElimina