giovedì 1 marzo 2018

FILM - Caravaggio, l'anima e il sangue




Vita, opere e tormenti di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, dalle umili origini in terra bergamasca ai fasti della Roma Papalina del Seicento, raccontati anche attraverso le parole dello storico dell’arte Claudio Strinati, della Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi Mina Gregori e Rossella Vodret, curatrice della mostra record “Dentro Caravaggio”, tenutasi a Milano nel 2017.
Un film ambizioso a livello visivo, nobilitato da una regia -per forza di cose- maestosa nel riprendere gli ambienti nel quale il pittore visse e si mosse e i quadri dell’artista, offrendo una visione mai così dettagliata.

Interessante e coinvolgente dal punto di vista storico-artistico, permette di vedere opere custodite nei musei italiani ma anche all’estero (come la Decollazione di San Giovanni Battista, custodita nella Concattedrale de la Valletta a Malta), in un contesto -quello della sala cinematografica- libero dai turisti come potrebbero esserlo i luoghi nei quali queste opere vengono visitate ogni giorno.
Un viaggio attraverso oltre quaranta opere, partendo dal Bacchino malato, passando alla Maddalena penitente, fino allo scudo raffigurante la testa mozzata di Medusa. Ma non solo: Bacco, La buona ventura, I bari, Il ragazzo morso da un ramarro: per ogni quadro una spiegazione ed alcuni retroscena sulla loro realizzazione.

Il film ha il pregio di mostrare queste meraviglie della Storia dell’Arte, ma allo stesso tempo la durata (un’ora e mezza) pone dei limiti non indifferenti: ogni quadro viene spiegato in maniera superficiale, alcuni passano senza essere nemmeno nominati, e la narrazione della vita di Caravaggio occupa -giustamente- una parte predominante che viene affiancata alle opere.
Il ritmo scorre comunque incalzante, ma è spesso interrotto con degli intermezzi nei quali un Caravaggio contemporaneo racconta senza parlare i suoi pensieri, le sue paure e le sue passioni. Forse proprio questi stacchi, che nulla aggiungono alla bellezza delle opere mostrate e ai turbamenti della vita del bergamasco, potevano essere evitati.
In alcuni momenti si ha la sensazione che vi sia troppa carne al fuoco da trattare e che per cercare di trattarla tutta non si entra nel dettaglio di niente.
Ma l’Arte al Cinema può essere un nuovo canale di conoscenza di bellezze, anche quelle nel campo della pittura che hanno fatto scuola nei secoli: il film, nei tre giorni di programmazione, ha infatti ha registrato incassi record tali da spingere la Nexo Digital a programmare altre due date nel mese di marzo.

Regia: Jesus Garces Lambert
Soggetto: Cosetta Lagani
Sceneggiatura: Laura Allevi
Prododuzione: Sky Italia, Magnitudo film
Distribuzione: Nexo digital
Doppiatori originali: Manuel Agnelli, Simone D’Andrea

recensione a cura di Samuele Zenone

3 commenti:

  1. E' un genere di film che non amo, ma sei riuscito ad incuriosirmi.

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    1. Merita, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di vedere dei capolavori ad alta risoluzione e, soprattutto, sullo schermo di un Cinema.
      L'Arte al Cinema, cosa non da poco di questi tempi ;)

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